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Amore e guerra | Zelig

WOODY ALLEN
  OMBRE E NEBBIA
 SHADOW AND FOG -
1991
 

Scheda di Giulia Dipersia e Giulietta Campari



CREDITS

 

Titolo originale: Shadows and Fog

Regia e sceneggiatura: Woody Allen

Fotografia (bianco e nero): Carlo di Palma

Montaggio: Susan E. Morse

Musica: Kurt Weill

Scenografia : Santo Loquasto

Costumi: Jeffrey Kurland

Interpreti: Woody Allen (Kleinman); Mia Farrow (Irmy); John Malkovich (il clown); John Cusack (lo studente Jack); Lily Tomlin, Jodie Foster e Kathy Bates (prostitute); Donald Pleasence (il dottore) etc.
Produzione: Charles H. Joffe, Jack Rollins per Orion Pictures. Distribuzione: CDI

Durata 86m

USA 1991


Fotografia del Regista Woody Allen  Vai all'analisi completa del film


ALCUNI SPUNTI DI DISCUSSIONE E RIFLESIONE


Straordinaria padronanza, da parte di Allen, del cinema come mezzo di espressione che mescola, in armonia narrativa straordinaria, l'omaggio a Fritz Lang e in particolare a M, il mostro di Düsseldorf, continuamente citato, a tutto il cinema espressionista (Murnau in testa) e i riferimenti a Bergman, Fellini, Chaplin, Resnais.
Ha detto il regista in un'intervista: "Forse tutto questo l'ho mescolato nel mio film. Ma potrei dare un'altra spiegazione: una notte, in questi tempi bui, nelle nostre città simili a labirinti pieni di trabocchetti, ho incontrato Nosferatu o Dracula o un killer o il Male. Non so se mi sono spaventato: ho deciso, però, di guardarlo in faccia e di contrapporgli, nel buio dell'incubo, un sogno".


Lo spazio

- Qualche strada, qualche interno (bordello, chiesa, circo) per delineare una città in preda all'incubo

- Città completamente ricostruita in studio che allude ad una città americana (dollari), ma ha l'aspetto di una città europea, stupendamente fotografata dal banco e nero di Carlo di Palma.

Oggetti
- Grate, ringhiere, balaustre d'ispirazione espressionista, rimandano alla prigione in cui si dibattono i protagonisti (vedi M, il mostro di Düsseldorf)
- Lampioni opalescenti, etc.

Nomi

- Kleinman (in ted. "piccolo uomo". Vedi anche il signor K. del Processo di Kafka)
- Ombre e nebbia (titolo che rimanda al documentario sui campi nazisti Notte e nebbia di A. Resnais): nessuno ha una chiara visione delle cose, forse solo le prostitute possono vantare una messa a fuoco della realtà. 


Movimenti di macchina

- Quasi sempre in soggettiva per caricare la sensazione di isolamento e di paura dei personaggi
- Un piano sequenza (bordello + panoramica), una panoramica (Kleinman e Irvy parlano dalla strada con Eve + ripresa dall'alto), un dolly (assassino + studente e prostituta).


Musica

- Importante raccordo tra le sequenze (Kurt Weill).


Temi portanti

- Vita, arte, colpa, potere, sesso, intolleranza, cattiva coscienza collettiva (siamo noi i mostri); il tutto in chiave tragicomica con battute di spirito e digressioni umoristiche che sono strumenti di sopravvivenza per il protagonista e nascondigli per fuggire dalla paura anche per lo spettatore
- La necessità dell'illusione (lo specchio del mago)
- Nel film non si pronuncia mai la parola "ebreo", ma il film rimanda a tutte le intolleranze (Woody Allen è ebreo).


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(r.b.) - 24 novembre 2002